Descrizione:
La Foresta di Lombardia Val Gerola si estende su 580 ha, divisa in due corpi fra loro ben distinti: la Foresta di Dosso Cavallo (269 ha) nella parte mediana della Val Bomino (Comune di Bema -SO-), sul versante orientale del Pizzo Dosso Cavallo (quota 2.064 m); la Foresta Demaniale dell'Alpe Culino (311 ha), complesso che occupa tutta l'area dell'alpeggio Alpe Culino, che scende dal Monte Rosetta (quota 2.357 m), Comune di Rasura (SO). Per quanto riguarda l’uso del suolo, 389 ha sono a bosco, 164 a pascolo e 27 incolti.
Nell’area è possibile riscontrare essenze forestali tipiche delle quote intermedie dei versanti esposti a Nord; le caratteristiche vegetazionali non differiscono sostanzialmente fra le due porzioni di foresta, dove le tipologie prevalenti sono: la pecceta mista montana con abete bianco, abete rosso, faggio e latifoglie minori (acero e frassino); la pecceta subalpina con abete rosso e larice accompagnati da ontano verde, mirtillo nero e rododendro. Il lariceto si estende invece ai limiti altitudinali del bosco, a oltre 2.000 m slm; infine, nella porzione basale della foresta dell’Alpe Culino si ritrovano interessanti aree a castagneto.
Anche da un punto di vista faunistico le due porzioni di foresta non differiscono in maniera sostanziale: la fauna alpina in entrambi i complessi risulta discretamente ben rappresentata, con particolare nota per l’aquila, il gallo cedrone e gli ungulati.
Per la ricchezza della fauna tipica alpina e di habitat particolari, le due foreste ricadono nella Rete Natura 2000, essendo classificate entrambe come Siti di Interesse Comunitario (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) per la tutela degli habitat e dell’avifauna.
Accesso:
in auto da Milano, seguire la S.S. 36 direzione Lecco-Colico-Sondrio; imboccare la S.S. 38 direzione Sondrio e proseguire per circa 15 km. fino a Morbegno; subito a destra, dopo il primo semaforo, lasciare la S.S. 38 e seguire le indicazioni per la Val Gerola. Continuare per circa km 8 lungo la S.P. 405 della Val Gerola fino al Comune di Rasura. Imboccare a destra la strada comunale in direzione "Alpe Culino- Rifugio Bar Bianco" e proseguire sino al termine della strada. In treno: Stazione FS Morbegno (linea Milano-Lecco-Sondrio-Tirano), quindi autolinea Morbegno-Rasura. Informazioni:
ERSAF Morbegno (SO)-, P.zza S. Antonio 8, tel. 02-67404.581, fax 02-67404.599. forestedavivere@ersaf.lombardia.it - www.ersaf.lombardia.it.
Percorsi tematici
Percorsi tematici
- Sentiero didattico da Rasura al Rifugio Bar Bianco all’Alpe Culino
Partenza da: Rasura 820 m slm, arrivo al Bar Bianco 1.506 m slm Descrizione:
Osservazione di una notevole varietà
di fenomeni naturalistici ed antropologici
- Sentiero Ornitologico “Walter Corti”
Partenza da: partenza dal Bar Bianco Descrizione:
Partenza del sentiero dal Bar Bianco 1.506
m slm e arrivo alla baita dei vèn 1.801 m slm oppure al Lago Culino
1.959 m slm e alla Cima della Rosetta 2.142 m slm. Percorso di particolare interesse per l’osservazione degli habitat
e dell’avifauna, con eventuale ausilio di
apparecchiature GPS.
- Altri itinerari
Descrizione:
All’esterno dei confini demaniali si segnalano numerosi altri percorsi tematici: il “Sentiero della natura” da Pescegallo a Monte Ponteranica, il “Sentiero della memoria” da Laveggiolo al Lago Inferno, il sentiero “Il sesto senso dell’Homo selvadego” da Pescegallo a Valle di Tronella e di nuovo a Pescegallo, l”Ecomuseo della Valle del Bitto di Albaredo” nel Parco delle Orobie Valtellinesi, da Albaredo all’alpe Vesenda Bassa, il “Sentiero del matüsc” con partenza e arrivo ad Albaredo, il “Sentiero della Transumanza”, da Albaredo al Bivacco Legüi e, infine, il “Sentiero dei misteri”, da Albaredo a Casera Pedena.
Agriturismi
Agriturismi
Alpeggi
Alpeggi
- Alpe Culino
Descrizione:
All’interno dei confini della Foresta di Lombardia Val Gerola la presenza dell’alpeggio Alpe Culino rappresenta uno dei principali siti di produzione del formaggio D.O.P. “Bitto”.
- Dosso Cavallo
Descrizione:
L’alpeggio Dosso Cavallo ha perso nel tempo la sua principale
vocazione di alpeggio estivo e, seppur ancora utilizzato dal bestiame e
dotato di fabbricati efficienti, sta acquisendo connotati territoriali
sempre più naturalistici.
Luoghi di interesse naturalistico
Luoghi di interesse naturalistico
I percorsi offerti all’interno delle aree demaniali godono di un
notevole pregio da un punto di vista paesaggistico, offrendo un’ampia
vista sul versante retico della Valtellina, sulla Val Gerola e sulla
limitrofa valle di Albaredo, permettendo peraltro di osservare le
tracce orografiche a testimonianza dei fenomeni glaciologici risalenti
all’era quaternaria. I medesimi percorsi offrono inoltre numerosi
spunti in termini sia faunistici (osservazione di tracce e altri segni
di presenza, contatti visivi diretti -es. marmotta, aquila reale-) sia
vegetazionali (fioriture di Viola biflora, Gentiana kochiana, Polygala
chamaebuxus, Ranunculus pyrenaeus, Pulsatilla apiifolia, Primula
irsuta, Androsace sp., Larix decidua). Nelle valli del Bitto sono
peraltro presenti numerosi alberi monumentali, fra cui abeti, aceri di
monte, agrifogli, castagni, larici, sorbi montani e tassi, il più noto
dei quali è certamente l’abete bianco di Vesenda, considerato il più
grande dell’arco alpino, con un’età stimata di 300-350 anni, una
circonferenza di 5,75 m e un’altezza di 39 m.
Luoghi di interesse storico-culturale
Luoghi di interesse storico-culturale
Numerose sono le testimonianze della tradizionale architettura locale
osservabili all’interno delle aree demaniali. Da segnalare peraltro la
presenza, negli abitati di Sacco e Rasura, della casa Vaninetti
(adibita a museo e riportante l’affresco cinquecentesco dell’Homo
selvadego) e del museo etnografico “Vanseraf Mulino del Dosso”, ricco
di reperti sulle attività rurali della valle. Nelle vicinanze del
Demanio è possibile effettuare un’escursione lungo la Via Priula, nella
valle di Albaredo, antica via di comunicazione costruita nel 1593 per
iniziativa della Repubblica di Venezia ad opera del Podestà di Bergamo
Alvise Priuli, e principale via di comunicazione commerciale tra i
Grigioni e la Repubblica veneziana fino al 1612.
Le valli del Bitto sono luogo di produzione dell’omonimo formaggio,
considerato tra i migliori formaggi d’alpe e riconosciuto dall’Unione
Europea col marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).
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